DOBSON E ALTA RISOLUZIONE

a cura di  Mirko Capuano

INTRODUZIONE:

Non è la prima volta che mi capita di imbattermi nella solita diatriba fra rifrattoristi e dobsonisti per quanto riguarda l'osservazione visuale ad alti ingrandimenti, spesso chiamata "alta risoluzione" o "hi-res" (o addirittura, "hires"). Al pari di un'opinione politica, ognuno esaspera le proprie motivazioni, ma come al solito la verità sta nel mezzo.

COSA VORREBBE LA TEORIA:

Il rifrattorista dice: l'osservazione planetaria non può essere effettuata con telescopi dobson, in quanto, avendo il tubo aperto anteriormente (e spesso anche di lato, nei telescopi truss-tube, come i Lightbridge), il telescopio sarà molto sensibile alle correnti d'aria nel tubo stesso. Inoltre, siccome la sensibilità alle correnti d'aria della nostra atmosfera (il cosiddetto seeing) cresce di pari passo col diametro, ecco che i dobson più grandi sono assolutamente inadatti a certe osservazioni,dove alle volte, percepire o meno un dettaglio della superficie di Giove a causa del seeing, può fare la differenza. Ancora, un telescopio a specchi ha quasi sempre un'ostruzione, con conseguente decadimento del contrasto, e nei telescopi newtoniani anche una certa diffrazione, dovuta agli spiders porta secondario (oggi minimizzata facendo uso di spider sottilissimi, ma bruttini esteticamente).

La teoria vorrebbe che per questo genere di osservazioni, siano preferibili i rifrattori, ovviamente apocromatici, dall'immagine più "genuina". Questo perchè il tubo è chiuso anteriormente dall'obbiettivo e posteriormente dall'oculare (ovviamente scordatevi la diagonale!), non si possono generare correnti interne, il percorso ottico non è ostruito, e se l'intubazione è buona facendo uso di diaframmi di contrasto, ecco che il rifrattore ne esce vincitore.

Questione seeing: il seeing medio delle nostre zone non è superiore a 0.5", il che significa che oltre i 200-250mm di apertura (alcuni dicono addirittura 150!) non segue proporzionalmente un guadagno risolutivo, o meglio, tale guadagno esiste, ma il cielo non consentirebbe di apprezzarlo a meno di non trasferirsi sul Mauna Kea alle Hawaii (ancora una volta il cielo si rivela essenziale..). Tradotto: il dettaglio più piccolo che vedrei su Giove è uguale, dalla città, sia in un 200 che in un 400mm, ma a meno che il 400mm non lo piazzi sulla cima di un monte sperduto in qualche parte della Terra dal seeing di 0.2", non vedo particolari più piccoli!

IL GIUSTO COMPROMESSO:

La verità, secondo il mio modestissimo punto di vista, sta nel mezzo. Ovvero, tutte le argomentazioni su citate sono valide, ma le obiezioni non possono mancare.
Anzitutto, quando si parla di seeing, si dice sempre medio, infatti lo evidenzio ogni volta in grassetto. Questo perchè le masse d'aria sono in continuo movimento sopra le nostre teste, e non si può escludere che in qualche attimo il potere risolutivo offerto dal cielo sia migliore (ma anche peggiore), che poi questo è lo spunto che sta alla base delle moderne tecniche di foto planetaria in cui si usano i filmati, scegliendo naturalmente i fotogrammi migliori, capitati nel momento di seeing più propizio

Inoltre, vedere "meglio" un pianeta/dettaglio non significa per forza vedere più risolto, ma semplicemente più saturo nei colori, e la saturazione dipende solo dal diametro, infatti non a caso le sfumature di colore sono modeste in piccole aperture.

Tenete conto che quando si parla di osservazioni visuali, l'occhio non si deve sottrarre a nessun ragionamento. Il nostro occhio è più "a suo agio" quando riceve un'immagine degnamente luminosa (e possibilmente, ingrandita), e ancora una volta, la luminosità dipende dal diametro, così come la capacità di salire con gli ingrandimenti senza perdere troppa lumonisità.
Quindi, in barba a qualunque ragionamento, la strada più intuitiva per incrementare le prestazioni nel visuale, anche hi-res, è quella del diametro. Tuttavia grandi dobson non sono adatti all'osservazione hires per semplici limitazioni meccaniche: la montatura dobson, è infatti molto grossolana, adatta al più a medi e bassi ingrandimenti, non certamente adatta a inseguire a 400-800x come si converrebbe ad un'apertura da 16".
Il massimo di ingrandimento per una montatura dobson, per mia esperienza, è 250-300x, adatti fino a aperture di 8-10" e non certo a un 12-16", che richiederebbero in proporzione ingrandimenti superiori, ma che la montatura, ripeto, non è in grado assolutamente di gestire!

Chiaramente uno strumento su una montatura equatoriale è tutto un altro andare, anche perchè il cervello si concentra solo sull'immagine davanti ai propri occhi, e non anche all'inseguimento. Quindi, poter "equatorializzare" un dobson\newton è già una bella mossa (specie se poco ostruito), ma molte volte sono richieste montature equatoriali molto robuste, costose, e poco trasportabili, a meno di non godere di una postazione fissa.
In merito all'uso o meno di diagonali, posso certamente affermare che se la diagonale è valida, ad occhio non si percepisce proprio alcuna differenza con o senza...

Quindi, come al solito, la verità sta nel mezzo...