SCELTA DEGLI OCULARI

A cura di Mirko Capuano
La scelta degli oculari è il problema che segue l'acquisto di un telescopio, ma anche di chi voglia integrare meglio la propria dotazione. E' vero anche che il mercato italiano propone decine di oculari, e certe volte, vista la grande offerta, non si sa che pesci prendere.
In teoria ci sarebbero tanti fattori per la scelta dell'oculare più giusto e più di qualità. Io ho sintetizzato in questo breve elenco i più importanti:
Focale, Ingrandimenti, pupilla di uscita ed estrazione pupillare, campo apparente
Costruzione , trattamenti anti-riflesso , costo e maggior correzione possibile alle aberrazioni
Punto 1: Focale, Ingrandimenti, pupilla di uscita ed estrazione pupillare, campo apparente
L'oculare è un elemento ottico che si
interpone fra l'occhio dell'osservatore e il focheggiatore.
Questo elemento ottico, a sua volta, è formato da un insieme di
più lenti, in genere si va da 2 semplici lenti
a sofisticatissimi schemi da 7-8 lenti.
La focale indica
la distanza fra la prima e l'ultima lente dell'oculare. Le focali presenti sul
mercato variano da 56mm a 2,5mm.
Inversamente proporzionale alla
focale di un oculare è l'ingrandimento ottenibile con
quest'ultimo. Più la focale dell'oculare è lunga meno
l'immagine risulterà ingrandita ai nostri occhi, al contrario
corte focali ci faranno pervenire immagini molto
ingrandite.
Gli ingrandimenti
però, alti o bassi che siano, dipendono esclusivamente dalla
focale del nostro telescopio. Più la focale del telescopio è
alta, maggiori saranno gli ingrandimenti ottenibili, a parità di
focale oculare, con un altro telescopio. L'ingrandimento si
calcola con una semplice formula:
I = Ft/Fo
I: ingrandimenti; Ft: focale del telescopio;
Fo: focale oculare.
Gli ingrandimenti vengono sempre
indicati con una "X". Ad esempio, 60X.
La pupilla di uscita sta ad indicare il diametro del raggio di luce che esce dall'oculare. La pupilla di uscita si "stringe" all'aumentare degli ingrandimenti ed è anche un preziosissimo fattore (se non addirittura sinonimo) di luminosità. E' evidente che un raggio di luce sarà più luminoso se ha un diametro di 5mm che non 1mm, e questo è un dato da tenere ben presente.
Un'altra cosa importante da
precisare è che il nostro occhio si dilata al massimo di 7mm. E'
quindi inutile scegliere oculari che diano pupille di uscita
superiori a 7mm. Succede solo che parte del fascio di luce non
verrà intercettato dal nostro occhio, cosa
importante soprattutto nei binocoli.
La formula per calcolare la pupilla di uscita è
questa:
Pu= D/X
D: diametro del telescopio; X: ingrandimenti.
CAMPO APPARENTE: Il campo apparente è un'altra proprietà importantissima per un oculare. Per definizione il campo apparente è l'ampiezza di campo che l'oculare copre "a vuoto" ossia senza essere applicato al telescopio. Per calcolare il campo si usa il metodo della deriva stellare, quello che io uso nei miei test. Questo metodo consente di calcolare il campo reale dell'oculare. Per ottenere il campo apparente, basterà moltiplicare il reale per gli ingrandimenti. Questo è il link: http://web.infinito.it/utenti/c/caglieris_gm/osservazioni/uso_atlanti/sld006.htm
In genere quando un oculare mostra un campo apparente di 50-52° (tipico di un Plossl) è gia un buon valore. Cercate di non scegliere oculari con campo minore di 45°. E' ovvio che campi apparenti da 55, 60 e più gradi, diano maggiori soddisfazioni.
ESTRAZIONE PUPILLARE:
L'estrazione pupillare indica la distanza fra l'occhio e l'ultima lente
dell'oculare. E' espressa in mm e che io sappia non esiste alcuna formula per
calcolarla.
Minore è la focale dell'oculare, minore sarà l'estrazione. Per comodità, è sconsigliato scegliere oculari con estrazione minore di
7-8mm perchè si incorre nell'inconveniente di battere con le ciglia
sull'ultima lente provocando fastidio a lungo andare.
ANNERIMENTO: Altro fattore importante (ma non l'ultimo) per valutare la realizzazione meccanica dell'oculare. L'annerimento consiste nel rivestire i fianchi delle lenti interne di un sottile strato di vernice nera opaca, e non tutti gli oculari ce l'hanno, fateci caso! Potrà sembrare banale, ma oculari ben anneriti mostrano un fondo cielo più scuro! Lo stesso discorso vale per il barilotto in alluminio che entra nel focheggiatore.
TRATTAMENTO ANTI-RIFLESSI: Sulle lenti degli oculari vengono applicati a temperature elevate degli strati di materiale anti-riflettente. Il 99% degli oculari sono trattati anti-riflesso e ve ne accorgete perchè le loro lenti hanno una colorazione violacea o verde. Esistono più tipi di "coating" che riassumerò sinteticamente qui sotto:
MAGGIOR CORREZIONE POSSIBILE ALLE
ABERRAZIONI: E' chiaro che gli oculari, per quanto cari
possano apparire, non sono mai perfetti e tutti soffrono di qualche aberrazione.
La prima che si prende in considerazione è l'astigmatismo che tende ad
allungare la figura di diffrazione lungo l'asse equatoriale. Fa perdere anche
contrasto.
La seconda è la distorsione, a volte detta "a botte" perchè muovendo il
telescopio su paesaggi terrestri, sembra che il paesaggio stesso giaccia su una
superficie sferica o appunto "a botte", come incurvato. La distorsione ai bordi
sfuoca le immagini e ne fa perdere in nitidezza.