TEST BARLOW
MEADE 4000 #140 APO

Test eseguito da Mirko Capuano. Foto: www.astronomics.com
LA BARLOW:
Come fare a non resistere a una
lente di Barlow? Specie se si ha un telescopio aperto ad F/5 e si deve
"combattere" con oculari a cortissima focale e campo ristretto per tirare fuori
ingrandimenti interessanti?
Io non ho resistito, e così ho comperato questa Barlow, fidandomi dei buoni
pareri che girano fra gli astrofili. Scartate dunque le Barlow 5000 della stessa
Meade causa prezzo improponibile almeno in Italia (e prestazioni tutte da
verificare) e le Televue Powermate ho deciso di ripiegare sulla stradiffusa
Meade 4000, modello 140 a 3 lenti apocromatica.
Esteticamente la Barlow 140 non
propone nulla di nuovo. Design sobrio, dimensioni abbastanza contenute anche se
non siamo al livello di una vera "short" Barlow come la collega Orion
Shorty-Plus. Presente una zigrinatura dal lato portaoculare. Osservando il
gruppo ottico si nota il colore verdognolo dei trattamenti e un sufficiente
annerimento fra le 3 lenti, spaziate in aria.
Doveroso ricordare la grande
cura che ha la Casa americana nel confezionare i suoi accessori. La Barlow viene
conservata nella tipica confezione a vite di dimensioni enormi se paragonata a
quella degli oculari. Made in Japan.
FATTORE DI INGRANDIMENTO E...SORPRESA!
Aldilà della configurazione
ottica, ciò che contraddistingue le Barlow fra di loro è il fattore di
ingrandimento (o tiraggio), ovvero di quanto moltiplicano la focale del telescopio, o se
vogliamo, di quanto dividono la focale dell'oculare... La Barlow Meade 140, come
per la grande maggioranza delle Barlow, ha un fattore di ingrandimento
dichiarato pari a 2X.
Ma siccome sono peggio di San Tommaso mi sono preso la briga di verificare sul
campo questo valore. Come? Semplice: di tutti i miei oculari conosco il campo
reale misurato con il metodo della deriva della stella. Lo scopo è quello di
raffrontare il campo reale con/senza Barlow. Se il valore dichiarato è esatto,
dovremmo ottenere un rapporto di circa 2X. Sarà così?
Gli oculari sono i seguenti: Meade 5000 20mm, Celestron Ultima 12.5, Plossl 9mm, Unitron OR 6mm e non sono mancate le sorprese! Date un'occhiata alla tabella:
| Oculare |
Campo reale SENZA Barlow |
Campo reale CON Barlow |
Rapporto |
Ingrandimento Effettivo |
| Meade 5000 20mm | 1.196° | 0.522° | 2.29 | 115X |
| Ultima 12.5mm | 0.615° | 0.264° | 2.33 | 186X |
| Genuine Ortho 9mm | 0.367° | 0.153° | 2.40 | 267X |
| Plossl 9mm | 0.445° | 0.192° | 2.32 | 258X |
| Ultima 7.5mm | 0.374° | 0.161° | 2.32 | 309X |
| Unitron OR 6mm | 0.239° | 0.102° | 2.34 | 390X |
La stella usata per le misure è Cor Caroli, o
Alpha Canes Venaticorum. Per ogni oculare sono state condotte due misure (spesso
assai simili,ndr) e poi mediate. La conclusione è che la Meade 140 non
ingrandisce di 2X, ma di circa 2.33X effettivi. Può sembrare una banalità,
ma la differenza è nell'ordine del 15%, tutt'altro che trascurabile.
PROVE PRATICHE:
A parte il fattore d'ingrandimento, come va questa Barlow? Bene, verrebbe da dire. Ho notato un piccolo inconveniente, e cioè che sul telescopio Konus Vista non può essere utilizzata! Motivo: impossibile mettere a fuoco. Interponendo la Barlow fra il focheggiatore e il diagonale, solo col 20mm ci avviciniamo abbastanza al punto di fuoco, per tutti gli altri oculari risulta impossibile fare ciò, il fuoco è troppo interno. Idem se posiziono la Barlow dopo il diagonale. Pazienza, tanto l'ottantino lo uso solo per le osservazioni "al volo" a grande campo.
Tuttavia sul bestione da 20cm non ho notato inconvenienti. Mette a fuoco anche oculari da 4mm. Una breve occhiata al paesaggio diurno e non si avverte minimamente la presenza della lente. Sembra di osservare in un nuovo oculare. Di sera, ho sfuocato lampioni luminosi a distanza e non ho percepito la benchè minima presenza di cromatismo (che affligge barlow di stampo più economico) nè di altre aberrazioni. La resa stessa dell'oculare non cambia, se non un fisiologico calo di luminosità dovuto al maggiore ingrandimento. Potenza del made in Japan? Può essere, ma la presenza della Barlow è tanto discreta quanto efficace.
Ricordatevi sempre che una Barlow, per quanto APO che sia, rimane sempre un elemento ottico che si frappone fra l'oculare e il telescopio e che comunque tende ad "alterare" le immagini. Ho constatato ad esempio che la visione ottenuta con barlow + 20mm è due spanne indietro al Baader G.O. 9mm come contrasto e nitidezza, sebbene a parità di ingrandimento. E ancora, l'immagine planetaria di un Ortho Vixen 5mm sembra più luminosa e secca rispetto alla barlow + 12.5, e questa differenza è già in parte visibile nell'osservazione terrestre.
CONCLUSIONI:
A parte il tiraggio diverso da quello
dichiarato, la Barlow Meade #140 dimostra di essere
un prodotto sicuramente non impeccabile, ma lontano dall'essere definito una ciofeca!
Una Barlow discreta, insomma. Al costo di un buon oculare (94€)
ci si può concedere il lusso di osservare comodamente e senza troppi
inconvenienti. Occhio al tiraggio di 2.33X! Al solito sappiate che il prezzo USA di questa barlow è pari a 49$
che meglio rispecchia il reale valore dell'accessorio...
Probabilmente ci sono dei concorrenti che fanno meglio (Televue o Meade 5000) ma
in tal caso la qualità costa, e tanto. Ad ogni modo, la nitidezza di un semplice
ortoscopico, rimane ancora superiore, e quindi da preferirsi in ambito
planetario, focale del telescopio permettendo!