TEST OCULARE
SKYWATCHER SUPER 20MM

Test eseguito da Mirko Capuano
L'OCULARE
L'oculare oggetto di questa prova è il modello
Super 20mm prodotto dall'azienda taiwanese Skywatcher. Tale azienda si è creata
una sua fetta di mercato in Italia a partire dal 2001 grazie alla buona qualità
dei suoi prodotti offerti ad un prezzo competitivo.
La cosa che mi ha più attratto l'attenzione è
anzitutto la realizzazione del barilotto porta-ottica. A differenza di tutti gli
altri oculari nel mio corredo, questo è realizzato in semplice plastica nera,
che conferisce all'oculare un peso sorprendentemente ridotto, ma che conferisce
uno stampo prettamente economico. L'oculare presenta dimensioni estramemente
ridotte.
A guardarlo più attentamente noto però che la
realizzazione meccanica non è da buttare. Ad esempio il distanziatore interno è
annerito, ma lo stesso discorso non vale per i fianchi delle lenti.
Il colore del trattamento anti-riflessi è violaceo, ma sull'oculare non è
riportata alcuna dicitura precisa sul trattamento utilizzato. Credo sia un
normale Fully-Coated.
Il barilotto è filettato per accettare filtri colorati ,nebulari o neutrali da 31.8mm
L' OTTICA:
L'ottica, insieme al prezzo, costituisce la seconda incognita per me circa questo oggetto. Ho cercato per tanto tempo su Internet informazioni in merito e ho trovato un vecchio messaggio del newsgroup "it.scienza.astronomia" scritto da Andrea Liga che recita pressappoco così:
"Avendo smontato e creato un oculare con reticolo di guida con il super 10, ho notato che lo schema ottico è a tre elementi: un doppietto incollato e una lente di campo in uscita. Credo che stiamo parlando del tipico schema Konig."
Credo che il messaggio del collega Andrea Liga
valga più di mille parole. In pratica vi è un
prima doppietto acromatico piano-convesso (come le lenti di un rifrattore) e poi
una terza lente piana che costituisce la lente dell'occhio, dalla quale esce
l'immagine finale.
Attenzione, lo schema Konig così descritto può
sembrare identico allo schema Kellner, ma ancora una volta Andrea Liga ha
puntualizzato:
"[...] ho dato uno sguardo al libro "Appunti di ottica Astronomica" di Luca Ferioli (l'autore si chiama comunque Luigi Ferioli,ndr) e praticamente i due schemi ottici (Konig e Kellner) sono invertiti!!! Il Kellner ha il doppietto incollato come lente dell'occhio e invece il Konig ha la piano convessa come lente dell'occhio!"
Anche qui non è che sia molto da commentare. Piuttosto vediamo come va questo...piccolo Konig!
LE PRESTAZIONI:
Il Super20 nasce come oculare da cielo profondo vista la sua lunghezza focale.
La prima cosa che colpisce di questo piccolo oculare è anzitutto il campo apparente. Nel mio corredo è presente un Plossl da 25mm con campo apparente di 51°, e il più economico Skywatcher a 3 lenti batte il Plossl taiwanese mostrando un campo di 58° misurati!
La tanto citata "Long Eye Relief" sull'etichetta si è confermata davvero tale e l'oculare si è rivelato molto comodo.
Provando l'oculare si prende subito confidenza con le sue spiccate doti di cielo profondo. Usato sul Konus Vista mostra immagini altamente soddisfacenti delle Pleiadi e dell'ammasso aperto M35 nei Gemelli, ottimo soggetto per verificare la puntiformità delle stelle più deboli.
Puntando l'oculare sulla Luna si apprezza l'ottimo contrasto (molto vicino se non uguale a quello del Plossl) ma rimango perplesso per la luce diffusa. La Luna è stata osservata con fase pari a un quarto di disco (50%) e la porzione di cielo circostante il satellite appariva più scura nel Plossl che nel Super20 Skywatcher, nonostante questo offrisse un ingrandimento maggiore.
Per verificare la presenza di colori laterali ho usato l'oculare sul Konus Vista (quale test migliore se non usando un rifrattore aperto a F/5?) a 20x, e sullo stesso telescopio ho usato il Plossl 25 (16x). Risultato: specialmente ai bordi, lo Skywatcher ha mostrato un cromatismo più evidente del Plossl.
Poi è il momento delle stelle luminose per verificare le altre aberrazioni. Anzitutto bisogna dire che anche usando l'oculare sul Konus Vista e puntando la luminosissima Venere, non c'è nessuna traccia di riflesso interno, dunque il trattamento antiriflessi fa il suo dovere.
Puntando stelle luminose, sfocandole e portandole ai bordi, ecco che il Plossl inizia a prendere le distanze dallo Skywatcher Super20. Questo infatti mostra soprattutto una buona quantità di astigmatismo ai bordi e in misura minore, del coma.
Non credo faccia testo una prova sui pianeti. Infatti, il maggiore degli ingrandimenti ottenibili da questo oculare con la mia strumentazione è pari a 50X, assolutamente insufficienti per analizzare in dettaglio l'immagine planetaria di Giove e Saturno.
CONCLUSIONI:
Premesso che lo Skywatcher Super20 è un oculare dall'evidente stampo economico (costa solo 35€), non fatevi trarre in inganno da questo. La qualità ottica è buona, ma in alcuni test un Plossl taiwanese ha fatto di meglio, specialmente in termini di correzione generale. In compenso il Super20 della nostra prova si è dimostrato un oculare anzitutto comodo per la sua estrazione pupillare e per il suo generoso campo apparente.
Aiutato dalla sua buona nitidezza e dal suo contrasto, lo rendono un ottimo oculare da cielo profondo con qualsiasi strumento. Ottimo rapporto qualità/prezzo.
RIASSUNTO DEL TEST:
| SKYWATCHER SUPER 20MM | ||
| PUNTO DI VALUTAZIONE | GIUDIZIO | NOTE |
| Buono | ||
| Sensibile ai bordi | ||
| Non rilevata | ||
| Percepibile | ||
| Non rilevate | ||
| Molto Buono | ||
| Molto Buona | ||
| Sufficiente | E' il primo oculare con barilotto in plastica che vedo! | |
| Ottimo | ||
| Buono | ||